Storia


Un’idea innovativa

Dall’intuizione di Seby Costanzo, imprenditore e creativo catanese, viene acquisito nel 2007 il complesso immobiliare di Via Indaco – Via Raffineria, destinato all’inizio del XX secolo alla lavorazione di arance, legnami, articoli sanitari, tipografia. Attraverso interventi di lifting volti al recupero funzionale della struttura e all’applicazione di tecniche di risparmio energetico, nasce il SAL, un borgo creativo, un centro multifunzionale trasversale con un’atmosfera industriale ma l’animo mediterraneo.

Struttura


Il Design come trait d'union

Oltre 2000 m² di spazi per l’utilizzo stabile e temporaneo: il borgo creativo del Sal trae ispirazione dal design dei Loft. Realizzato con finiture e materiali in armonia con il sito industriale dell'epoca, il Sal è composto da diverse aree principali: la veranda affacciata sull'agorà (Sala Garden), adatta a cene di gruppo, roadshow, riunioni, incontri per la formazione e show-room; i loft dedicati ad attività produttive, commerciali e creative; la Sala Somministrazione e la Club House che possono accogliere eventi, convegni e presentazioni aziendali, feste private, concerti e cocktail di lavoro.

Ristorante


Savour and lounge

Mangiare è una necessità, ma mangiare bene è un lusso a cui non si dovrebbe mai rinunciare. I sapori e gli odori della Sicilia incontrano le tradizioni culinarie del mondo nella cucina del Sal: dal Tuna burger, rivisitazione moderna del tonno in agrodolce (noto anche come Tunnina ca’ cipuddata) al Polpo alla gallega, dalle Sarde a beccafico alla Caesar salad. L’estro creativo dello chef Francesco Troina si sposa con la dedizione e la cura nella scelta degli ingredienti, comprati prevalentemente da produttori locali. Aperto dal lunedì al venerdì il ristorante del Sal è il luogo ideale per una pausa pranzo all’insegna dei sapori autentici.

Eventi

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Alessio Torino presenta TINA + Pete...

Vanessa Peters live al Sal Catania

Rehab


1000 people to rise up

Rehab è l'associazione di promozione sociale che ha sede al SAL e fonda la sua mission sullo sviluppo della cultura ad ampio raggio.
Pochi mesi dopo i primi eventi cominciava a farsi strada un’idea affascinante: la creazione di un luogo in cui ci si potesse scambiare informazioni, idee ed esperienze. Serviva, qualcosa, in contrasto con i tanti circoli privati o con i club service, ma vicino al nuovo concetto dei social network applicato alla fisicità, al contatto umano. Un luogo che ricordando "i mille" di antica memoria o i circoli di conversazione del periodo liberty, che sostenevano la nuova arte e le rivoluzioni culturali dell'epoca, non a caso passate alla storia.

Nasce con la volontà di riabilitare un luogo (appunto “rehab”) e generare una social-community fondata sui principi della sostenibilità socio-economica.
Rehab promuove attività socio-culturali legate al design, all’architettura, al cinema, al teatro, alla musica, alla fotografia, all’arte, alla letteratura, alle tecnologie, alle professioni e alla cucina. Non un locale pubblico, ma una “casa-comune” basata sul rispetto e sull’innovazione sociale.

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